L'Oratorio

Immerso nella campagna fiorentina, affascinante scrigno dell'arte trecentesca toscana, l'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria nel Piviere dell'Antella fu costruito intorno alla metà del XIV secolo per volontà degli Alberti. Tanto semplice e lineare all'esterno quanto riccamente decorato all'interno, l'Oratorio conserva un ciclo pittorico di notevole bellezza. La sua piccola aula è infatti una vera esplosione di forme e colori che narra la vita della principessa Caterina d'Alessandria, detta "delle ruote" a causa del supplizio a cui la sottopose la persecuzione pagana.
Gli affreschi, recentemente restaurati, furono realizzati da tre delle personalità più rilevanti della metà del XIV secolo: Maestro di Barberino e Pietro Nelli prima, Spinello Aretino più tardi. Le quattro scene dell'abside, realizzate intorno allametà del Trecento, descrivono il martirio della santa. Al cospetto dell'Imperatore pagano Massenzio, Caterina rifiuta di abiurare la fede cristiana e disputa con alcuni filosofi che, invece di confutarla, vengono convertiti. La fanciulla viene flagellata e posta tra due ruote dentate, per il supplizio che deve darle lamorte: ma gli angeli spezzano gli strumenti di tortura e la salvano. All'opera si alternano il cosiddetto Maestro di Barberino, pittore di ambito orcagnesco, e Pietro Nelli, erede del Daddi, che alle spigolosità volumetriche di corpi e architetture delMaestro contrappone una plasticità fatta di dolci sfumati e una vivacità che si sofferma su dettagli eleganti. La decorazione viene ripresa alla fine del Trecento da Spinello Aretino che, nelle pareti della seconda campata, incanta per il raffinato equilibrio tra architetture e personaggi, tra vivacità di atteggiamenti e intensità espressiva, cura delle vesti e drammaticità del racconto sacro.